IL PRESÌDIO DEI PRATI STABILI E DEI PASCOLI - CHE VI RACCONTEREMO IN QUESTA RUBRICA - NASCE PER SALVAGUARDARE GLI ECOSISTEMI E LA BIODIVERSITÀ DI ALPEGGI DI MONTAGNA E DI PRATI DI PIANURA: UN PROGETTO, QUELLO DEI PRESÌDI SLOW FOOD, CHE SOSTENIAMO FORMALMENTE DAL 2025
“Salviamo i Prati Stabili”!
Natura brulicante, lussureggiante e ricca di biodiversità. Un incontro consapevole ed equilibrato tra uomo e natura, che si traduce in gesti gentili dal sapere millenario.
IL PRESÌDIO
Il Presìdio dei Prati Stabili e dei Pascoli nasce per salvaguardare la biodiversità dei prati di alta quota e quelli di collina e pianura, aumentandone la superficie, promuovendo il pascolo dei ruminanti e sostenendo l’attività umana in zone in cui la ricchezza naturale, purtroppo, è a rischio. Da un lato, le zone montane in via di abbandono e dall’altro le pianure fagocitate da monocolture e cemento.
Il progetto raggruppa allevatori, pastori e apicoltori virtuosi, custodi dei prati stabili, con l’obiettivo di promuovere le produzioni che fanno vivere questi ambienti biodiversi.
PRATI STABILI E PASCOLI: COSA SIGNIFICANO
“Per prato stabile si intende un manto erboso che non ha subito alcun intervento di aratura o dissodamento, ma è stato lasciato a vegetazione spontanea per almeno 10 anni. Tale definizione include i prati (gestiti a sfalcio), il pascolo (un terreno coperto di erbe spontanee direttamente pascolate dal bestiame) e anche manti erbosi in cui si esercitano entrambe le pratiche (sfalcio e pascolo)”.
In breve, un prato stabile è un manto erboso in cui viene eseguito o lo sfalcio o il pascolo del bestiame, oppure entrambe le pratiche. Il prato sfalciato è gestito manualmente dall’uomo per ottenere fieno; mentre, il pascolo è un terreno in cui gli animali si cibano di erba fresca.
REQUISITI VIRTUOSI
I produttori che fanno parte del Presìdio soddisfano delle linee guida stringenti, che traducono la filosofia del progetto, come: le erbe del prato stabile devono essere spontanee o autoseminanti (con possibilità di risemina di erbe autoctone); i prati possono essere pascolati o falciati; sono vietati aratura e diserbo; i formaggi devono essere a latte crudo; nella caseificazione non sono consentiti l’uso di fermenti industriali selezionati, di caglio microbico e di nessun tipo di conservante, additivo o colorante.
2026: L'ANNO DEI PASCOLI E DEI PASTORI
La FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura) ha stabilito che il 2026 sarà l’anno internazionale dei pascoli e dei pastori, un patrimonio custode di sistemi agroalimentari sostenibili e di biodiversità.
DONATO PETITJACQUES
Una storia di dedizione. Albe, mungitura, produzione e stagionatura, pascolo degli animali e cura. Questa è solo una sintesi della vocazione di Donato Petitjacques, allevatore e casaro valdostano, che ogni estate pratica la transumanza verticale, spostandosi di alpeggio in alpeggio fino a raggiungere gli tsa (pascoli elevati e soleggiati o stazioni più elevate di un alpeggio, in dialetto patois valdostano).
L’amore di Donato per la terra è sublimato dal suo hobby di quanto è in quota: ammassa i sassi in piccole montagnole per permettere a più erba di crescere per l’estate successiva.
Donato produce Estrema d’Alpeggio a 2578 m per 4 settimane all’anno, tra metà luglio e metà agosto, a Pian Vauon, a Bionaz, vicino al confine con la Svizzera. Qui, le vacche, una settantina di capi di Pezzate Valdostane Rosse o Nere, si nutrono esclusivamente di erba fresca, fiori e acqua di ruscello per donare un formaggio letteralmente straordinario.
ESTREMA D'ALPEGGIO
LAVORAZIONE · Il latte, munto due volte al giorno, viene scaldato su fuoco a legna e poi viene aggiunto il caglio. La cagliata è rotta con lo spino e poi con una scodella per ottenere un risultato omogeneo. La cagliata viene cotta a 46-48°C, viene fatta riposare e messa nelle fascere. Viene lavorato il latte della stessa munta; pertanto ogni giorno vengono eseguite due lavorazioni. Segue pressatura per 12 ore, salatura e lavaggio in crosta. Stagiona per almeno 120 giorni.
ASSAGGIO · Dolce e fondente, a naso spiccano note di burro, pascolo e affumicato. All’assaggio è suadente, con note di burro cotto, erbe di montagna e cantina.
CURIOSITÀ · Ogni giorno vengono prodotte dalle 6 alle 8 forme, per un totale di 200 forme nelle 4 settimane in alpeggio, una tiratura estremamente limitata!
PRESÌDIO PERCHÉ
“Tra gli aderenti al Presìdio nazionale dei Prati stabili e pascoli, Donato Petitjacques è il produttore che ogni estate sale più in alto. Il suo tsa è a oltre 2500 metri, uno dei più alti della Valle d’Aosta. Per tutta la vita, ogni estate, Donato ha riunito le sue vacche ed è partito per la montagna, iniziando a salire, settimana dopo settimana, seguendo l’erba fino ai prati più alti, più “estremi”, dove crescono le erbe più rare, più buone, dove la biodiversità è nel suo massimo fulgore. Il suo impegno, e la qualità casearia eccezionale che deriva da questi ambienti alpini, che Donato gestisce anche da un punto di vista ambientale, devono essere valorizzati e sostenuti”.