Il prodotto

Farina di granturco Marano

Farina di mais Marano prodotta nella Tenuta Borgoluce
Codice:
93706
Paese e Luogo di Origine:
Italia - Veneto
Peso:
1 kg
Ordine Minimo:
1 pezzo
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Materia Prima Farina di granoturco della varietà Marano, recuperata a inizio Novecento
Aspetto Farina di colore giallo
Sapore Profumata e saporita
Curiosità Il mais di varietà Marano è stato selezionato all'inizio del Novecento a Marano Vicentino, dall'agronomo Antonio Fioretti; fu per molti anni la varietà più utilizzata per cucinare la polenta gialla, finchè non fu soppiantata da nuovi ibridi più produttivi
Suggerimenti di utilizzo Richiede una cottura lunga, di almeno un'ora, meglio se nel paiolo di rame e sul fuoco a legna, girata spesso come si faceva una volta; ottima anche il giorno dopo, abbrustolita sulla piastra della cucina a legna. Particolarmente adatta a piatti che richiamano i sapori del bosco: funghi e selvaggina. E' cosigliabile 1 litro d'acqua per 200 grammi di farina
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Ingredienti Mais (Zea Mays) varietà Marano
Peso 1 kg
Confezione Confezionata in sacchettio di carta
Modalità di Conservazione (prodotto confezionato) Conservare in luogo fresco e asciutto
Condizioni di impiego Una volta aperta chiudere accurtamente la confezione e conservare al ripato dalla luce e dal calore
Paese di origine ingrediente principale Italia
Dichiarazione Nutrizionale Valore energetico: 1498 kJ / 354 kcal
Grassi: 3,61 g
di cui saturi: 0,7 g
Carboidrati: 68 g
di cui zuccheri: 0,9 g
Proteine: 11,4 g
Sale: 0,0 g
Valori riferiti a 100 g di prodotto
Il produttore

Tenuta Borgoluce - Susegana (TV)

Selezionato perchè
Borgoluce è un'azienda che ha fatto dell'ecosostenibilità e della biodiversità la sua missione: 1.220 ettari di pascoli, boschi, allevamenti, campi coltivati, vigneti, frutteti, canali, mulini, caseifici. Un ambiente intatto, di proprietà della famiglia Collalto dal XII secolo, quando questa varietà consentiva di produrre all'interno della tenuta tutti i prodotti necessari alla vita quotidiana. La responsabilità ambientale pervade ogni attività e si concretizza nell'utilizzo di fonti rinnovabili per la produzione di agroenergie. Tutta l'energia elettrica e termica utilizzata nell'azienda agricola nasce, infatti, dai sottoprodotti dei boschi, degli allevamenti e delle coltivazioni: il legno viene bruciato da una caldaia a biomassa, mentre un biodigestore trasforma il letame e l'insilato dei cereali in biogas. Ed è proprio l'amore per questa terra a spingere Giuliana, Ninni e Caterina di Collalto insieme alla madre Trinidad e al marito di Caterina, Lodovico Giustiniani, ad impegnarsi con grande passione, quotidianamente, nella valorizzazione di un patrimonio unico nel Veneto, con l'obiettivo di insegnare alle generazioni future a conoscere ed amare la campagna, per consegnare loro, un giorno, un posto migliore in cui vivere
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