Etichette

Negli ultimi anni il consumatore è diventato più consapevole del rapporto fra salute e alimentazione e di conseguenza più attento alle proprie scelte alimentari.
Per poter andare incontro alle esigenze del consumatore, per garantire la libera circolazione di alimenti sicuri e per fornire un maggior numero di informazioni, nel 2011 è entrato in vigore il regolamento UE 1169: una norma che regola l’etichettatura degli alimenti in tutti i Paesi UE.
A cinque anni di distanza dall’entrata in vigore del regolamento, il 14 dicembre scorso è diventato obbligatorio inserire la dichiarazione nutrizionale sulle etichette della quasi totalità degli alimenti confezionati. Fino a questa data le tabelle nutrizionali erano facoltative, e contenevano meno informazioni.
Oggi l’obbligo vale per i prodotti alimentari “preimballati” ossia destinati così come sono al consumatore finale, mentre sono esclusi i prodotti venduti sfusi o “preincartati per la vendita diretta”, come ad esempio i formaggi confezionati dal supermercato con la pellicola e l’etichetta adesiva.
Vediamo insieme di approfondire i principali elementi della dichiarazione nutrizionale:

Valori medi
I valori nutrizionali fanno riferimento a 100 grammi o 100 ml di prodotto. In via facoltativa si possono aggiungere anche i valori medi per porzione singola. Ovviamente, la quantità per porzione varia da un alimento all’altro e può non corrispondere alla quantità che normalmente consumiamo.

Valore energetico
Esprime il totale delle calorie in kilocalorie (kcal) e kilojoule (kJ) presenti in ogni porzione; sostanzialmente è l’energia che si ottiene mangiando un alimento. Normalmente, presta particolare attenzione a questo valore chi segue un regime alimentare ipocalorico.

Grassi
Riporta la quantità di grassi presenti nell’alimento, come già nella precedente versione della tabella nutrizionale, ma la normativa oggi richiede di specificare anche la quantità di acidi grassi saturi, quelli che “fanno male”. Una esigenza nata dalla crescente attenzione verso le malattie cardiovascolari, spesso legate ad alti valori di colesterolo.

Carboidrati e zuccheri
Prima dell’introduzione del nuovo regolamento, l’unico dato riportato in etichetta riguardava la quantità di carboidrati mentre, oggi, vengono distinti gli zuccheri, informazione importante per coloro che desiderano o hanno la necessità di ridurne il consumo. Lo zucchero è una sostanza che negli anni abbiamo consumato senza consapevolezza, soprattutto mangiando cibi raffinati provenienti dall’industria alimentare.
Vi forniamo qualche dato interessante. Negli USA gli zuccheri costituiscono una delle maggiori fonti di calorie e la crescita nel consumo negli ultimi secoli ci deve far riflettere: nel 1700 il consumo annuo pro capite è stato di 1,8 kg, aumentato a 8 kg nel 1800 e a 40 kg nel 1900. Nel 2009 il 50% degli americani ha consumato in media 80 kg di zucchero all’anno. In Italia, da diversi anni, viene registrato un consumo medio annuo pro capite pressochè costante di 25 kg, tuttavia non dobbiamo sentirci al sicuro: fino agli anni ‘70 gli italiani consumavano il 60% di zucchero semplice acquistato nei negozi mentre il 40% proveniva da alimenti confezionati. Oggi le proporzioni si sono invertite e si assume prevalentemente zucchero contenuto nei cibi elaborati. Spesso non ci rendiamo conto di quanto zucchero è contenuto nei cibi; per anni sono state fatte campagne contro il consumo eccessivo di grassi e sale, ma non è stato fatto altrettanto per gli zuccheri.

Proteine
La quantità di proteine è un’informazione a cui prestano maggiore attenzione gli atleti o le persone che seguono un particolare regime alimentare. Generalmente, alimenti che contengono una elevata quantità di proteine potrebbero contenere anche una discreta quantità di grassi. E’ pertanto importante valutare non solo la quantità di proteine, ma anche il rapporto tra proteine e grassi.

Sale
Per anni ci è stato ripetuto che bisogna ridurre la quantità di sale che assumiamo quotidianamente. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di non introdurre più di 2 grammi di sodio con la dieta giornaliera, i quali corrispondono a circa 5 grammi di sale da cucina, che sono all’incirca quelli contenuti in un cucchiaino da tè. Spesso si cerca di diminuire la quantità di sale che aggiungiamo ai piatti che prepariamo ma, anche in questo caso, è necessario fare molta attenzione al sale presente nei cibi che consumiamo e che non sono preparati da noi.

Giorgia Barbaresco

Ecco quattro prodotti che si distinguono per i rispettivi valori nutrizionali, per scegliere in modo consapevole:

Tacchino Meggiolaro
Arrosto senza conservanti e con un basso contenuto di sale (meno di 0,3%)
Energia: 607 kJ / 144 kcal
Grassi: 3,5 g
di cui saturi: 1,4 g
Carboidrati: 0,2 g
di cui zuccheri: <0.1 g
Proteine: 27,9 g
Sale: 0,3 g

Carne Salada Tipica
Salume trentino, fonte di proteine (più del 12% dell’energia dalle proteine)
Energia: 415 kJ / 98 kcal
Grassi: 0,5 g
di cui saturi: 0,29 g
Carboidrati: 0,5 g
di cui zuccheri: 0,5 g
Proteine: 23,1 g
Sale: 1,93 g

Bresaola della Valtellina IGP
Bresaola di punta d’anca, a basso contenuto di grassi (meno del 3%)
Energia: 632 kJ / 149 kcal
Grassi: 2 g
di cui saturi: 0,8 g
Carboidrati: 0,8 g
di cui zuccheri: 0,5 g
Proteine: 32 g
Sale: 3,8 g

Yogurt Capra Chiuro
Yogurt di capra a basso contenuto di zuccheri (inferiore al 5%)
Energia: 342 kJ / 82 kcal
Grassi: 3 g
di cui saturi: 2 g
Carboidrati: 5 g
di cui zuccheri: 4 g
Proteine: 4 g
Sale: 0,3 g